Gli effetti positivi dell’attività fisica sulla patologia cronica non trasmissibile (da quella cardiovascolare, al diabete, all’obesità, alla osteoporosi e ad alcune patologie neoplastiche quali il cancro del colon e della mammella) sono solidamente documentati. All’inverso, sono altrettanto ben noti il peso epidemiologico delle malattie croniche ed il ruolo di fattore di rischio nei confronti delle stesse rappresentato dalla sedentarietà.

E’ noto però che in queste patologie cronico-degenerative l’esercizio fisico, al pari della terapia

farmacologica, deve essere “assunto” per tutta la vita. Se la continuità terapeutica viene garantita anche in fase extra-ospedaliera per la terapia farmacologica, questo non avviene per l’esercizio fisico. Infatti, oltre ad esserci una carenza logistica in quanto non sono mai stati previsti luoghi dedicati al malato cronico sul territorio.

Sulla base di queste premesse, Bernstein ha deciso di elaborare un progetto per la promozione dell’attività fisica  secondo le indicazioni dell’Unione Europea e dell’OMS e secondo una direttrice lungo la quale si è già instradato il nostro Paese, come può ben dedursi sia dai Piani regionali di prevenzione (scaturiti dal primo Piano nazionale della prevenzione e che hanno generalmente previsto specifici interventi volti ad aumentare l’attività fisica nella popolazione generale e in specifici gruppi a rischio), sia dalle indicazioni del vigente Piano sanitario nazionale che esprime la necessità che, nell’ambito della promozione della salute, particolare rilievo sia rivolto all’attività motoria, sia ancora dal programma “Guadagnare salute” di cui al DPCM del 4 maggio 2007, che tra gli interventi prioritari prevede la promozione di azioni volte a favorire l’attività fisica in tutte le fasi e tutti gli ambiti della vita e che espressamente richiama il ruolo dei professionisti della salute in relazione allo svolgimento di attività fisica.

Sulla base di quanto precede, abbiamo deciso di definire i principi e i criteri generali per introdurre nella strategia complessiva della presa in carico la “prescrizione dell’attività fisica”, in riferimento a persone affette da condizioni patologiche (quali cardiopatia ischemica, sindrome metabolica, ecc.), in quanto il target in questione può trarre giovamento da un esercizio fisico correttamente prescritto e somministrato in modo controllato per poi passare alla proposta di programmi di prevenzione e cura basati sull’esercizio fisico, approntando le modalità organizzative all’interno delle quali avvengano sia la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche del singolo, sia la sua somministrazione attraverso percorsi che garantiscano il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta.

Il presente progetto si indirizza alla popolazione a rischio o affetta da patologie suscettibili al trattamento con esercizio fisico, che non necessitino di ospedalizzazione.

Il nostro referente principale è il Medico di Medicina Generale (MMG).