La terapia ad onde d’urto, che ha testimoniato la sua validità per la disgregazione di calcoli renali in milioni di casi, ha trovato nuovi campi di applicazione nell’ortopedia, nella traumatologia e nella reumatologia. La terapia extracorporea ad onde d’urto (ESWT) ha riportato notevoli successi nella terapia del dolore, nonché nella terapia di tendinopatie/entesiopatie e della pseudoartrosi, dando nuova speranza anche ai pazienti che non hanno ottenuto un miglioramento con trattamenti convenzionali. Questa terapia è caratterizzata dalla generazione extracorporea di onde d’urto che vengono quindi introdotte nel corpo del paziente per mezzo di un cuscino di accoppiamento e focalizzate tramite il puntatore ecografico esattamente sulla zona da trattare.

I vantaggi di questo tipo di terapia sono:

  • è una terapia non invasiva;
  • può essere ripetuta;
  • può essere effettuata senza anestesia;
  • non si verificano effetti collaterali di rilevanza clinica.

Analizzando le onde d’urto da punto di vista tecnico, si può riscontrare che si differenzia da altre onde acustiche utilizzate in medicina perché non è un’onda continua. Essa è infatti costituita da impulsi di intensità elevata distanziati tra loro nel tempo, tali da non produrre alcun effetto termico. Per ogni singolo impulso si ha un rapidissimo aumento della pressione fino a 10 bar per poi avere un decadimento della stessa fino a valori negativi. Tale fenomeno (cavitazione) può essere paragonato ad un getto di liquido che va a colpire l’area trattata e rimuovere ad esempio la calcificazione.

Patologie trattabili con le onde d’urto:

dolore cronico, tendinosi calcifica, tendinite rotulea, fascite plantare, sperone calcaneare, epicondilite, sindrome da impingement della spalla, epitrocleite, tallonite, pseudoartrosi, borsiti, tenosinoviti, pubalgia.