Bolla al Centro Bernstein: “mi sento bene, ma mi manca il campo”
Lo schiacciatore gialloblù Matteo Bolla dopo l’esordio sfortunato del 9 gennaio nel turno casalingo con Vibo Valentia, sta svolgendo una prima parte di lavoro in palestra per tornare quanto prima ad aggregarsi alla squadra: “Ammetto che mi manca molto il campo, i miei compagni di squadra li vedo tutti i giorni, ma non poter essere stato con loro a Trento è stato un vero dispiacere. Li seguo a distanza e festeggio con loro, intanto lavoro duro per lasciare le stampelle alla fine di questo mese e poi continuare il lavoro per rientrare in campo. Io mi sento bene e ogni giorno mi impegno per far si che il mio decorso sia positivo”.
Bolla è stato operato il 25 gennaio, la ricaduta da un attacco gli è costata la lesione del crociato anteriore, del collaterale mediale e del menisco mediale del ginocchio sinistro, ora lavora con lo staff medico della BluVolley e con le attenzioni del Centro Bernstein di Lungadige Attiraglio, 34. E’ un rapporto quasi decennale quello che lega la BluVolley Verona al Centro Bernstein che si occupa da sempre di riabilitazione e rieducazione dello sportivo, in questo contesto si inserisce la collaborazione con il Club gialloblù.
Il responsabile del Centro Giorgio Pasetto ha spiegato: “In accordo con lo staff sanitario della Società Matteo verrà al centro Bernstein tutti i giorni per seguire un programma personalizzato, orientativamente potrà rientrare per agosto, proprio all’inizio della prossima stagione”.
Il Centro Bernstein è punto di riferimento per tutta la rosa della prima squadra della Marmi Lanza Verona e per tutto il settore giovanile scaligero, “ci occupiamo come di consueto – spiega Pasetto – della rieducazione e della fisioterapia degli atleti e di valutazione biomeccanica funzionale” e soprattutto lo sarà per il giovane atleta Bolla che attende con trepidazione un nuovo esordio. Sono numerose le attività proposte dal Centro Bernstein, tra cui la piscina con temperatura dell’acqua a 32 gradi rappresenta un sicuro punto di forza e unicità, inoltre molte sono le novità che ricorda Pasetto: “Abbiamo sviluppato ad esempio il Golf Lab, uno strumento che permette di valutare il gesto tecnico del golfista e introdotto nuovissime tecnologie quali: laserterapia, tecarterpia, onde d’urto e endospheres therapy”.
Dott. Christian Avesani – Fisioterapista ed Osteopata
Federazione Italiana Golf
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